Link Building: quella concettuale funziona davvero

Dicono che la link building sia una di quelle attività SEO offsite faticose e costose, ma ultimamente devo ricredermi anche su questo in quanto ho potuto sperimentare che non servono molti link esterni per ottenere un buon posizionamento, se concettuali. L’unica cosa a cui bisogna prestare attenzione è quella di non essere penalizzati da Google, ma questo non può accadere se il lavoro del link builder è svolto in modo naturale e non artificiale.

La qualità dei link funziona davvero

Innanzitutto, cosa intendo per qualità dei link? Naturalmente penso a tutti quei collegamenti pertinenti e rilevanti, posizionati in articoli che trattano lo stesso argomento delle mie pagine. Cosa intendo per stesso argomento? Certo non penso solo alla stessa categoria, ma addirittura allo stesso concetto.

Esempio: supponiamo che il mio blog horrorme.com abbia una pagina dedicata ai film horror con clown assassini, cosa dovrei fare per posizionare bene tale pagina oltre al contenuto creato per l’utente appassionato del genere?

  • Dovrei cercare altri siti che trattano lo stesso argomento;
  • Dovrei trovare una pagina che descrive lo stesso concetto, nel mio caso i film horror in cui sono presenti dei clown (e non film horror dove ci sono i fantasmi);
  • In questa pagina potrei avere la possibilità di inserire un link nell’articolo (magari facendo guest blogging contattando il proprietario del sito);
  • In alternativa potrei optare per la strategia del post comment, ossia inserire un commento ben costruito per dare valore alla pagina stessa, e in tale commento inserire un link verso il mio contenuto.

Google si sta evolvendo verso il trusted content ma è ancora vero che certamente un trusted site può spingere il posizionamento di una pagina, anche se non pertinente e non rilevante per l’utente. Ma anche in questo caso, secondo me, è solo questione di buon senso: perché mai dovrei posizionare un link esterno su una pagina che tratta di sport verso una mia pagina horror? Io non andrei mai a cliccare un collegamento ipertestuale che non ha nulla a che vedere con il concetto che sto leggendo o cercando in quel preciso momento. Il concetto è che bisogna sempre pensare all’utente, mai a Google.

È proprio a questo punto che volevo arrivare: fare la link building efficace significa dare valore all’utente che in articoli o commenti cerca ulteriori informazioni su un determinato concetto, non argomento.

La link building che non funziona

La link building che non funziona è semplicemente, secondo me, tutta quella che non porta valore all’utente, quindi anche tutti quei link a pagamento costruiti con schemi di link che portano ad altri concetti, seppur similari. Perché mai mi dovrebbe interessare un film horror con fantasmi se in quel preciso momento sto cercando dei film horror con clown? Certo, sarebbe pertinente ma non rilevante. Non mi soddisferebbe a pieno. Inoltre…

  • Non funzionano gli scambi di link, e i link nel footer (in questo caso è opportuno inserire un rel=”nofollow”, come da linee guida di Google in quanto sono link che non trasferiscono alcun valore;
  • Non funziona comprare link da siti trust su pagine non pertinenti e non rilevanti per l’utente, e poi perché troppo costoso e rischioso;
  • Non funzionano le PBN, non perché non funzionano in senso stretto, ma perché troppo costose ed impegnative;
  • E non funzionano i link nelle firme sui forum di discussione.

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